Utili informazioni sul bonus idrico

bonus idricoCos'è il bonus idrico?

Il Bonus Idrico è un contributo reso disponibile dalla Regione Puglia, dall'Autorità Idrica Pugliese e dall'Acquedotto Pugliese, in collaborazione con l'ANCI Puglia, a favore delle famiglie che versano in disagio economico e/o fisico per l’annualità 2015.

Chi può accedere?

Chi ha beneficiato nella Regione Puglia del Bonus Elettrico nel 2015, risiede nella Regione Puglia e fruisce del servizio idrico di AQP ad uso domestico, sia individuale che in condominio, ed è in regola con i pagamenti.

Quando presentare la domanda?

Dal 1 ottobre 2016 al 31 dicembre 2016.

Dove presentare la domanda?

Al numero verde automatico 800.660.860 da numero fisso oppure sul sito www.bonusidrico.puglia.it
Le domande presentate secondo una diversa modalità da quelle indicate non saranno prese in considerazione.

Cosa serve per presentare le domande?

Per presentare la domanda è necessario avere a disposizione:

  • Data di nascita dell’intestatario della fornitura elettrica o del titolare della Carta Acquisti, che ha goduto del Bonus Elettrico nel corso del 2015. In alternativa alla “Data di nascita” dell’intestatario della fornitura elettrica o del titolare della Carta Acquisti, esclusivamente via internet, i cittadini potranno fornire, quale dato identificativo, il Codice Fiscale dell’intestatario della fornitura elettrica o del titolare della Carta Acquisti;
  • Codice POD ovvero il codice alfanumerico identificativo dell’utenza elettrica, per il quale il cittadino ha ottenuto il bonus elettrico nel corso del 2015. Del Codice POD sono da riportare solo le cifre numeriche;
  • Numero del contratto idrico AQP, ad uso domestico, di cui è intestatario o del condominio in cui risiede, come si rileva dalla prima pagina della fattura consumi di Acquedotto Pugliese. Il contratto è richiesto per accreditare direttamente in fattura consumi il Bonus Idrico di cui il cittadino richiede di beneficiare;
  • Codice cliente AQP, ovvero il numero di 10 cifre che è riportato nella fattura consumi AQP della fornitura idrica per il quale si richiede il Bonus Idrico. Il codice cliente indica l’intestatario della fornitura idrica sia singola che condominiale di cui il cittadino fruisce.

Come viene erogato?

Al temine del periodo previsto per la presentazione delle domande, gli aventi diritto riceveranno, successivamente alla data del 15/03/2017, il bonus come accredito direttamente in fattura consumi del contratto idrico di cui fruiscono, e sarà comunicato per lettera.

Quale è l’importo del Bonus Idrico ? 

Categoria Bonus Elettrico

Categoria Bonus Idrico Puglia

Importo agevolazione 2015

Disagio Economico: ISEE inferiore o uguale a € 7.500, 00

Categoria A

€ 48,46

Disagio Economico: ISEE inferiore o uguale a € 20.000, 00

con almeno n. 4 figli a carico

Categoria B

€ 153,00

Disagio fisico

Categoria C

€ 72,68

 

Si precisa che:

  • La condizione di ISEE prevista dalla Categoria A e dalla Categoria B che garantisce l’accesso al relativo Bonus Idrico, è determinata sulla base delle informazioni risultanti dal sistema SGate;
  • La condizione di famiglia numerosa, con almeno 4 figli a carico, che garantisce il diritto al Bonus Idrico di Categoria B, è determinata sulla base delle informazioni risultanti dal sistema SGate;
  • Nel caso in cui il Bonus Elettrico sia stato erogato mediante Carta Acquisti, il Bonus Idrico di Categoria B è attributo sulla base del nucleo familiare, come risultante dal sistema di gestione della Carta Acquisti;
  • La condizione di Disagio Fisico, prevista dalla Categoria C, che garantisce l’accesso al relativo Bonus Idrico, è determinata sulla base delle informazioni risultanti dal sistema SGate o dal sistema di gestione della Carta Acquisti;
  • I bonus per disagio economico e disagio fisico, sono cumulabili, qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.

ATTENZIONE

L’utente destinatario del Bonus Idrico riceverà comunicazione scritta nella quale sarà riportato il codice “protocollo” dell’agevolazione. Il medesimo codice sarà riportato nella fattura consumi AQP. In caso di utenze idriche condominiali, il beneficiario dovrà fornire all'amministratore di condominio il codice dell’agevolazione al fine di ritirare/beneficiare del relativo corrispettivo. In analogia a quanto definito per il Bonus Elettrico, l’erogazione del Bonus Idrico è previsto anche ai beneficiari del Bonus Elettrico che hanno acquisito il diritto in virtù del fatto che possiedono una “Carta Acquisti” attiva. In tal caso la domanda di Bonus Idrico dovrà essere presentata dal titolare della carta acquisti. Non saranno ritenute valide le domande presentate da altri soggetti associati alla Carta Acquisti (es. beneficiario, esercente podestà, altro esercente o coniuge, ecc).

Maggiori informazioni disponibili nel bando sul sito www.aqp.it

 

Fonte: www.aqp.it

Il corretto conteggio della ripartizione del consumo di acqua condominiale, ai sensi del Codice Civile.

contatore divisionaleNormalmente in un condominio la ripartizione delle spese per il consumo dell'acqua è elaborata tenendo in considerazione il valore millesimale di ogni appartamento. Capita però frequentemente che vi sono richieste da parte di alcuni condomini di modificare il metodo di calcolo, magari basandosi sul numero di residenti.

Secondo il Codice Civile la ripartizione delle spese per il consumo idrico condominiale deve essere calcolata sull'effettivo consumo di ogni singola unità immobiliare. Solo in caso di una sottoscrizione da parte di tutti i condomini al momento dell'atto si può imporre una deroga alla procedura normalmente definita.

In mancanza di un contatore di sottrazione in ogni unità immobiliare, l'ideale ripartizione può essere definita in base al numero di residenti, ma questa soluzione potrebbe causare illeciti e battibecchi. Il metodo della ripartizione in base alla superficie dell'appartamento appare meno idoneo ad una spesa equa tra i condomini.

Entrambi i metodi si rivelano comunque inadeguati, in quanto nessuno sente la neccesità di risparmiare acqua poiché l'idea che emerge è che la spesa verrà ripartita da tutti.

Da queste considerazioni emerge un decreto ministeriale relativo al risparmio energetico ( D.P.C.M. 4 Marzo 1996 – Disposizioni in materia di risorse idriche – G.U. 14 Marzo 1996, n.62, S.O. ) ed idrico che impone regole precise sull'obbligo di installazione dei contatori di ripartizione in ogni singolo appartamento. Quindi tutti i proprietari possono chiedere l'installazione di questi contatori, che hanno un costo abbastanza contenuto, in ogni appartamento.

Pesticidi nelle acque, Legambiente: «Regioni adottino misure specifiche per la riduzione»

acqua pesticidaDopo il rapporto Ispra, un intervento deciso per lo stop definitivo al glifosato.

Dopo la presentazione del rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Daniela Sciarra, responsabile filiere e politiche alimentari di Legambiente, sottolinea che «Gli studi scientifici hanno ampiamente dimostrato gli effetti che l’uso non sostenibile dei pesticidi produce anche in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione dei suolo. A tal proposito, in materia di pesticidi, risulta ormai sempre più urgente prendere la piena consapevolezza che il loro utilizzo, soprattutto l’impiego in sincrono e in miscele di alcune sostanze, può generare delle importanti ripercussioni ambientali. È fondamentale rafforzare poi i controlli dotando i laboratori pubblici di sistemi di analisi efficienti a garanzia di una rete di monitoraggio sempre più strutturata; senza dimenticare infine il ruolo centrale delle Regioni nell’applicazione del Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN). Per questo alle Regioni chiediamo di adottare al più presto misure specifiche per la riduzione di presenza nell’ambiente di pesticidi pericolosi per l’ambiente acquatico, nonché di attivare gli osservatori fitosanitari regionali affinché diano assistenza e informazione alle aziende agricole».

Il Cigno Verde evidenzia che «Alcuni dei residui più frequentemente ritrovati nell’acqua da Ispra sono gli stessi ritrovati anche negli alimenti (vedi dossier Stop Pesticidi 2015 di Legambiente), come il metalaxil, il boscalid e l’imidacloprid, fungicidi e insetticidi sistemici. Il tema del multiresiduo, così definito per indicare la presenza concomitante di più e diversi tipi di residui chimici in uno stesso campione alimentare, è un tema di grande rilevanza. Come si evidenzia nel dossier Stop Pesticidi, il multiresiduo è aumentato negli anni e ha fatto registrare campioni da record: fino a cinque residui nelle mele, otto nelle fragole, quindici nell’uva da tavola, cioè in alimenti dalle ben note proprietà nutrizionali che però finiscono sulle nostre tavole carichi di pesticidi. Per questi motivi il fenomeno andrebbe indagato rispetto ai rischi legati all’esposizione contemporanea ad alcuni principi attivi e al fatto che ancora oggi, il limite massimo di residuo, è calcolato sul singolo principio attivo».

Una problematica alla quale ha dato risalto anche il rapporto Ispra che ha ritrovato più e diverse miscele di sostanze attive nelle acque, contenenti fino a decine di componenti diversi. E tra le sostanze ritracciate da Ispra nelle acque c’è il contestatissimo glifosato e soprattutto il suo metabolita AMPA, su cui ci sono risultati limitati solo a due regioni: Lombardia e Toscana. La sciarra conclude: «Il glifosato è una di quelle sostanza che oggi è sotto attenta osservazione, essendo anche il più diffuso e usato erbicida al mondo per il controllo delle infestanti. La Coalizione Italiana Stop glifosato, di cui fa parte anche Legambiente, ha richiesto ormai da tempo un intervento deciso per lo stop definitivo al suo utilizzo – dopo che lo IARC (International Agency for Research on Cancer), l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, lo ha classificato come probabile cancerogeno – e l’applicazione del principio di precauzione in difesa della salute pubblica».

 

Fonte: www.greenreport.it

Acqua più pura grazie alla zeolite, la pietra che bolle

acqua zeoliteIl brevetto permette di depurare l’acqua del fluoruro, sostanza che se assunta in eccesso può provocare danni a denti e apparato scheletrico.

Il Consejo Superior de Investigaciones Científicas in collaborazione con l’Università di Addis Abeba ha brevettato un nuovo materiale per la purificazione dell’acqua. Grazie a questa invenzione è possibile eliminare il fluoruro dall’acqua utilizzando lo zeolite, un minerale scoperto dallo studioso Alex Fredrik Cronstedt che battezzò la sua scoperta “pietra che bolle” avendo notato che le pietre, una volta scaldate, liberavano vapore acqueo dalle gocce d'acqua rimaste imprigionate nelle sue cavità.

Questa scoperta permetterà di depurare l’acqua dal fluoruro, la cui ingestione eccessiva può provocare, sul lungo termine, anomalie a denti e scheletro. Anche se in piccole dosi questo elemento rafforza entrambe gli apparati, in dosi eccessive può renderli deboli e fragili..

La collaborazione con l’ateneo etiope nasce dal fatto che nel Paese africano vi sono molte miniere ricche di questo minerale. Isabel Diaz, ricercatrice del CSIC, spiega che il processo di trattamento e purificazione dell’acqua è semplice ed economico. È la idrossiapatite nanoporosa presente sulla superficie del minerale ad assorbire il contenuto di fluoro dell’acqua. La purificazione dell’acqua si ottiene a temperatura ambiente, con la semplice immersione della pietra in un recipiente.

La collaborazione fra CSIC ed Etiopia ha dato vita allo sviluppo di un brevetto per la preparazione dei composti metallo-organici (MOFs ovvero Metal-Organic Frameworks) che potranno essere applicati a livello industriale come assorbenti, sensori chimici, catalizzatori e componenti di farmaci. Grazie alla loro straordinaria porosità questi componenti si prestano a una vasta gamma di applicazioni.

 

Fonte: www.iseaonlus.it

Acqua: tariffe sempre più care

bottiglie di plasticaCosto dell’acqua ancora in aumento: 376 euro la tariffa media nazionale, in Puglia 435 euro. A Bari la metà dell’acqua va dispersa. I dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe 2016 di Cittadinanzattiva.

435 euro, a tanto ammonta il costo annuale dell’acqua In Puglia, rispetto ai 376 euro di media nazionale. L’incremento fra 2014 e 2015 è stato del +5,6%. Il dato sulla dispersione idrica in regione risulta in media con il resto del Paese, ma con le punte critiche di Bari (dove va disperso il 51% dell’acqua immessa nelle tubature) e di Lecce (46%).

Questi i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per l’undicesimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2015. Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con €511 annuali e un maggior incremento rispetto al 2014 (€468, +9,2%), segue l’area settentrionale (+5,1%) e quindi quella meridionale (+3,2%). A livello regionale, le tariffe più elevate si riscontrano nell’ordine a Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. Il Dossieri è consultabile sul sito www.cittadinanzattiva.it.

Fra i capoluoghi di provincia, le città più care si confermano essere le toscane: Grosseto e Siena con €663 prendono il posto occupato nel 2014 da Firenze, seguono Livorno (€628), Pisa (€621), Carrara (609€). Isernia si conferma come città meno cara (€117, erano 120 nell’anno precedente); segue Milano con i suoi €140 (ed un aumento del 3%).

 

Fonte: www.cittadinanzattiva.it